Kaballah

Queste opere sono incentrate sui numerosi collegamenti che i 72 nomi di Dio hanno e permettono di rendere estremamente efficace l’applicazione della kabbalah nella vita di tutti i giorni.

Le lettere ebraiche contengono un codice intelligente (una sorta di DNA: il verbo crea) che permette di creare la propria realtà e di connettersi con la propria divinità interiore semplicemente pronunciandole e osservandole.

Ogni nome di Dio rappresenta una tematica (ad esempio: fertilità, prosperità, felicità, ecc…) su cui si può meditare e portare una scintilla di accensione nella manifestazione della vita su quella specifica tematica; ad esempio se si desidera portare maggiore prosperità nella propria esistenza, si può meditare sul nome di Dio ad essa collegata.

I 72 nomi di Dio sono collegati a 72 nomi di angeli e arcangeli che possono essere invocati, inoltre i quadri sono ispirati al sistema vibrazionale dell’Aura-soma (l’espressione più alta e spirituale della cromoterapia) e completati con i cristalli.
Il semplice fatto di osservare i quadri porta a mettersi in contatto con questa “potenza creatrice”.

Secondo la Kabbalah, la storia di Mosè e del passaggio attraverso il Mar Rosso contiene un codice potente e misterioso. Raccontata principalmente in tre versetti del libro dell’Esodo, che contengono ciascuno 72 lettere dell’alfabeto ebraico, è alla base di una vera e propria tecnologia dell’anima. La giusta combinazione delle lettere dei tre versetti porta ai 72 NOMI DI DIO.

Una sequenza sacra, fatta di energia, pulsazioni e vibrazioni, in grado di trasmettere un grande potere a chiunque. Tali simboli trascendono l’ambito religioso, culturale, geografico e linguistico.

(Tratto dal libro di Yeuda Berg “I 72 nomi di Dio”)